mercoledì 4 aprile 2018

Un giorno per il FAI



Nei giorni 24 e 25 marzo 2018, alcune classi prime della nostra istituzione scolastica, si sono cimentate nell’ illustrare una delle tante bellezze architettoniche del nostro territorio: il Complesso monastico di Santa Chiara. Si è trattato di un’iniziativa svolta sotto il patrocinio del FAI (Fondo Ambiente Italiano), da anni attivo sul  territorio italiano per promuovere la tutela dell’immenso patrimonio artistico nazionale,  per la quale i ragazzi, oggi, svolgevano il ruolo di  “Apprendisti Ciceroni”.



Oltre al Complesso monastico di Santa Chiara sono stati promossi per le visite guidate anche altri due “luoghi del cuore”: la chiesa di San Biagio e il Palazzo Orsini. Inoltre i ciceroni invitavano i visitatori a vedere la chiesa dei SS. Apostoli dove era in corso l’esposizione delle “Muse di Picasso”. Come ogni anno la nostra scuola ha deciso di partecipare a quest’iniziativa socio-culturale perché conoscere il proprio territorio significa riappropriarsi delle proprie radici.
Io stesso ho visitato il complesso di Santa Chiara, nel quale erano impegnati i miei compagni. Sotto la loro attenta guida, ho conosciuto aspetti del nostro Patrimonio artistico che la maggior parte della popolazione nolana non conosce.
All’ inizio della visita sono stato accolto da alcuni ragazzi che, con tanto impegno, hanno parlato del FAI e del complesso che di lì a poco avrei visitato. Poi ho attraversato la cosiddetta “Viella di Santa Chiara”nel Borgo antico.
Mi sono state descritte alcune caratteristiche della facciata esterna della chiesa e mi è stata raccontata un po’ di storia del complesso. I ragazzi hanno parlato delle opere, del Refettorio e della Sala Mozzillo. Proprio nel refettorio l’esposizione è stata accompagnata da canti e musica, mentre nella sala Mozzillo i “ragazzi – ciceroni” mi hanno spiegato nel dettaglio le forme d’arte e gli artisti che hanno influenzato l’aspetto di quello che oggi è il complesso di Santa Chiara. Tutta la visita è stata ben illustrata grazie anche a dei cartelloni realizzati per facilitare la comprensione del messaggio.
Se oggi potete leggere questo articolo non è solo merito mio, ma anche dei ragazzi che, sotto l’attenta guida dei loro docenti, si sono impegnati a studiare. So quanto tempo bisogna investire per essere Cicerone del FAI, poiché io stesso, l’anno scorso, ho partecipato a quest’ iniziativa.
Noi tutti abbiamo bisogno che si diffonda sempre di più questo messaggio di cultura ed arte, testimonianza di un territorio che sa esprimere valori che durano nel tempo e si tramandano anche alle future generazioni, a dimostrazione che la nostra terra non è solo luogo di “morte”.
Giuseppe Scala, 2°E